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FORMIGONI-VENDOLA: IL DOPPIOPESISMO DI SINISTRA
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Regolamento unioni civili: dico si, è pragmatismo liberale
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il perchè del mio si al registro delle unioni civili

COPPIE FATTO, TATARELLA: "NON E' STATO UN VOTO TRA CHI DIFENDE LA FAMIGLIA E CHI NO"
"L'emendamento che ho presentato, accolto da gran parte della maggioranza, chiarisce la distinzione tra coppia di fatto e famiglia, Per questo motivo ho scelto di essere coerente con quanto annunciato nei giorni scorsi e votare a favore dell'istituzione del registro. Quello di ieri non è stato un voto che ha diviso l'aula in chi difende la famiglia e chi no. Io la famiglia l'ho difesa in questo primo anno di Consiglio Comunale combattendo in aula contro una tassazione eccessiva, contro un modello di welfare che non condivido, contro una visione centralistica  dell'azione amministrativa, cercando di creare i presupposti affinchè i giovani possano costruire la propria famiglia. Questa città purtroppo ha smesso di essere moltiplicatore di opportunità, è sempre più difficile comprare una casa, trovare un lavoro, iniziare un'attività imprenditoriale. Credo che siano queste le preoccupazioni dei milanesi e non il riconoscere diritti civili a coppie, che a prescindere dal sesso, hanno scelto di vivere insieme il proprio legame affettivo a maggior ragione dopo aver messo in chiaro le differenze tra queste unioni e la famiglia. Questa è la difesa della famiglia, una difesa pragmatica su temi reali. Rispetto la scelta dei miei colleghi cattolici, ma non posso non essere amareggiato con chi nelle ultime settimane si è dichiarato liberale e invece all'ultimo minuto ha preferito sfilarsi" così Pietro Tatarella, consigliere comunale del Popolo della Libertà - che aggiunge - "Io credo che avevamo l'opportunità di gettare le basi per costruire una destra moderna, capace di guardare ai partiti conservatori del resto d'Europa, una destra laica e riformista, dalla forte identità nazionale, una destra però anche attenta ai cambiamenti sociali e ai diritti civili. Io continuo nel mio lavoro con coerenza e coraggio certo di non essere l'unico a pensare che ieri abbiamo perso un'occasione per rilanciare l'azione politica del Popolo della Libertà".

FORMIGONI-VENDOLA: IL DOPPIOPESISMO DI SINISTRA

''Auguro a Nichi Vendola, rinviato
a giudizio in Puglia, di poter presto dimostrare la sia
innocenza. Ma non posso non notare l'eclatante doppiopesismo dei giornaloni italiani''. E' intervenuto cosi', stamani, prima della notizia dell'avviso a comparire, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
   ''Guardiamo ad esempio Repubblica e Corsera, i piu' diffusi - a dichiarato il governatore su Facebook -. Repubblica da' la
notizia di Vendola a pagina 15, taglio basso, 3 colonnine moltosobrie. Il Corriere a pagina 17, 4 colonne quasi vaporose.
Ricordate come diedero la notizia, falsa, di Formigoni sempliceindagato? Il Corriere in prima pagina, con ampi servizi interni ipetuti per piu' giorni. Repubblica titolo d'apertura in prima 9 colonne e tutte le prime 7 pagine dedicate a me, con ampi ervizi i giorni successivi. Che dite? C'e' qualcosa che non va sono io ipersensibile? Amici, guardate i giornali della vostra rovincia e fate il paragone e magari fatemelo sapere.
Un'ultima onsiderazione: questi giornaloni - ha concluso - ricevono anche na sovvenzione pubblica, pagata con i soldi delle tasse di voi ittadini. Pensate che meritino ancora i vostri soldi in maggio?''. Queste le  parole di Formigoni prima di aver ricevuto 'avviso di garanzia. E' vero c'è un doppiopesismo da parte della sinistra e della stampa. Ricordiamoci però che non è una gara a chi dei due è accusato di illeciti più gravi, ma io preferisco la gara per decretare chi amministra meglio e Formigoni vince di sicuro. Continuo anche oggi, come ieri, a essere garantista e spero che entrambi riescano a dimostrare la propria innocenza.

VENDOLA RINVIATO A GIUDIZIO

SANITA': BARI; CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO VENDOLA ACCUSATO DI ABUSO D'UFFICIO PER AVER FAVORITO NOMINA PRIMARIO
La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente della Regione Puglia, Nichi
Vendola, e per l'ex dg della Asl Bari, Lea Cosentino. Per i due l'accusa e' di concorso in abuso di ufficio in relazione alconcorso da primario di chirurgia toracica all'ospedale SanPaolo di Bari, vinto dal prof.Paolo Sardelli. Ora Vendola cosa farà? Se è coerente si deve dimettere! Voi cosa né dite? Anni di giustizialismo becero oggi si trasformano in un boomerang, noi continuiamo a essere garantisti!
 

Regolamento unioni civili: dico si, è pragmatismo liberale

Questo il mio intervento su "il Giornale" di oggi:
 
Sostenerela famiglia tradizionale e riconoscere giuridicamente le unioni civili non èuna contraddizione.
La mia visione di famiglia è quella dell'articolo 29 della Costituzione e non può prescindere dal matrimonio tra un uomo e una donna. Ciò non toglie che esistanoaltri tipi di legami che meritano l'attenzione della Politica e delleistituzioni.
In questa categoria rientrano legami affettivi, di solidarietà reciproca e di mutua assistenza che non devono essere equiparati alla famiglia, ma meritano diessere disciplinati con poche e chiare regole capaci di superare l'attualevuoto normativo e l'ipocrisia di chi finge di non vedere la realtà.
Ho sempre pensato che sarebbe stato possibile creare un terreno di dialogo econvergenza tra laici e cattolici e non limitare il dibattito su un tema come questo allo scontro tra chi difende la famiglia e chi no.
Il regolamento istitutivo delle unioni civili, che oggi voteremo in aula, non può e non deve essere banalizzato al numero delle coppie registrate in altri comuni,che prima di Milano hanno disciplinato le unioni, né tantomeno adaspetti formali e tecnici della delibera.
Tuttiaspettiamo che il Parlamento si esprima su questo tema, ma non deve essere unascusa per non discuterne in Consiglio Comunale. Milano non è il laboratorio politico di Pisapia & co., ma deve tornare a essere il nostro laboratoriopolitico, dobbiamo tornare a dialogare con i milanesi, dobbiamo mettere daparte simboli di partito, leggi elettorali, sondaggi e leader e ricominciare a confrontarci per creare quell'intelaiatura intellettuale che, insieme allecapacità che sappiamo esprimere, ci permetterà di riconquistareil governo della città.
Non nascondo un po’ di preoccupazione nella scelta che ho intrapreso di votare a favore del regolamento. Sono consapevole del fatto che la sinistra radicale che sostiene il Sindaco sta usando la scusa del riconoscimento dei diritti per imporci la propria ideologia e per cercaredi ribaltare l'attuale modello di welfare. É per questo che il mio "sì"è condizionato all'accoglimento di alcuni emendamenti; porterò il mio contributo al testo attraverso modifiche puntuali tese per esempio a tutelare il modello di welfare ambrosiano, basato sulla famiglia naturale, e a limitarele unioni civili alle sole coppie, superando così la paura di un'apertura alla poligamia espressa dalla Curia, senza dimenticare però l'importanza politica del voto di oggi.
La sfida è quella di partire da Milano per creare le basi di una nuova destra capace di stare nei confini valoriali del Partitopopolare europeo senza rinunciare ad essere riformista e liberale, una destra con un approccio pragmatico che non si erge a giudice dei costumi degli italiani, ma attenta aprendere atto dei cambiamenti sociali e pronta a elaborareproposte che consentano di tutelare e rispettare l'individuo all'interno della coppia a prescindere dal sesso.
 

Conservatori non cazzoni. Manifesto per una nuova destra

In questo post alcuni stralci del paper scritto dal think tank conservatore inglese Centre for Policy Studiessu “La ricerca del cambiamento e del rinnovamento”, ripreso settimana scorsa da Il Foglio.
Ci tenevo a condividerlo con voi perchè ricco di spunti interessanti per far partire una discussione sul futuro del Popolo della Libertà capace di andare oltre leader, coalizioni e legge elettorale. Torniamo a parlare di Politica.
L’arte del governo non si riduce alla sola competenza. Peravere successo, un governo deve offrire un programma capace di combinarepolitiche efficaci a un’ideologia in grado di ottenereil sostegno pubblico facendo leva sui principi morali e sui valoriintellettuali. Quanto maggiori sono le sfide pratiche da affrontare, tantomaggiore è la necessità di un’adeguata intelaiaturaintellettuale. Proprio come le riforme attuate dal governo laburistapostbellico di Clement Attlee si fondavano sull’ideadi uno stato del welfare che seppe guadagnare il sostegno dell’opinione pubblica, così anche Margaret Thatchertrasformò la Gran Bretagna perché le sue politiche si basavano su un’ideologia coerente di economia del libero mercato, che l’elettorato era pronto ad accettare. Il centrodestra non è sostenuto da un’analoga ideologia. Persinonell’estremamente improbabilecircostanza che l’amministrazione riuscisse asuperare tutte le difficilissime sfide pratiche che deve affrontare, ciò non sarebbe sufficiente a cambiare in meglio la GranBretagna. Sarebbe davvero grave se il governo non riuscisse a vincere sulterreno ideologico; quel che è peggio, è che non sembra nemmeno provare a farlo. Le politiche deiconservatori e dei Liberal Democrat vengono formulate nel linguaggio deilaburisti e verificate sui capisaldi laburisti. In un momento di crisinazionale, la chiarezza ideologica non è un optional. Il centrodestraha ereditato problemi che vanno ben oltre quelli di una spesa pubblicainsostenibile e di un deficit più profondo di quello diqualsiasi altra economia avanzata. Il piano di ripresa fiscale si basa sullacrescita, ma la crescita appare irrealizzabile perché l’economia, per lungo tempodipendente dal prestito privato e dalla spesa pubblica, risulta quasiincompatibile con l’espansione, tanto che almenoil 70 per cento dell’output proviene da settori industriali che, nel clima economico attuale, sono incapaci di ulteriorecrescita.
 
In mancanza di cambiamenti radicali (tanto sul piano pratico quanto su quelloideologico), le deduzioni che si possono trarre dalle condizioni attualiappaiono inquietanti: a) l’economia continuerà ad affondare; b) di conseguenza, il piano di riduzionefiscale fallirà; c) il debito continuerà a salire, fino al punto da mettere in pericolo i tassi diinteresse; d) non si realizzerà alcun taglio concreto dellaspesa pubblica; e) il populismo esigerà gravami fiscali sempre più pesanti sui “ricchi”, fino al punto di distruggere ogni forma di incentivi e diimprenditorialità; f) i mercati dei capitalimetteranno in dubbio l’idea di continuare asovvenzionare uno stile di vita e un welfare state non meritati.
 
La deriva non è un’opzione praticabile. Le sfide che la Gran Bretagna deveaffrontare richiedono robuste politiche fondate su una precisa e chiaraideologia. Un tale cambiamento può essere compiuto soltanto conil sostegno dell’opinione pubblica, che, a suavolta, richiede una conquista sul piano morale e ideologico. La priorità, pertanto, deve essere la promozione di una filosofia cherenda partecipe il pubblico e il governo nella realizzazione di riforme divasta portata. E proprio come per l’ideologia di Attlee e dellasignora Thatcher, anche questa nuova impalcatura concettuale deve esseresincera e profonda. Le ideologie sintetiche, come quella elaborata dal NewLabour, prima o poi finiscono su un binario morto.  continua (© - FOGLIO QUOTIDIANO)